Stiamo arrivando…

Chi siamo

Siamo tre giovani architetti, laureati presso la facoltà di Architettura dell’università Iuav di Venezia.

Dopo un sacco di idee e riflessioni, abbiamo deciso di darci un nome che in qualche modo ci potesse rappresentare: EX LOCO è il nostro alias che significa “ripartire dal luogo”, partire dalle risorse e soprattutto dalle persone che di esso fanno parte.

Perché

Il luogo non è solo “contenitore” di un’ eredità culturale dal valore inestimabile, di memoria e identità, usanze e costumi, ma è soprattutto “contenuto”, risultato della storia e delle persone che lo hanno vissuto e lo stanno vivendo.

Il distacco e l’assenza, non solo fisico ma anche conoscitivo dai luoghi, hanno generato in alcuni casi l’abbandono, in altri invece, il sovraffollamento di flussi occasionali (turistici e/o lavorativi). Ci siamo accorti che queste condizioni hanno portato spesso, ad una fruizione incontrollata e non programmata, che va gestita con la consapevolezza delle risorse a disposizione che il territorio e le persone, insieme, possono generare.

Cosa

Non abbiamo nessuna ricetta per salvare il mondo, ma abbiamo voglia e spirito di avventura per riportare in luce quei luoghi che sono rimasti sconnessi da ogni via di collegamento e per trovare l’equilibrio in quelli che non sono più attraversati da flussi di attività e/o persone a loro commisurati.

Non vogliamo considerare questi luoghi “spenti o sovraccaricati” ma piuttosto in uno stato di “standby storico”, utilizzando la conoscenza come strumento per riappropriarcene: scavare nel passato ci può suggerire nuove “lenti” con cui osservare consapevolmente il presente, per disegnare il futuro con e per le persone.

Come

Ascoltiamo i racconti delle persone e delle loro esperienze per capire qual è stata la storia di un territorio dal loro punto di vista.

Conosciamo in modo oggettivo, consultiamo le fonti storiche (libri, catasti, cartografia, piani paesaggistici e urbanistici del passato) e mettiamo in relazione questi dati con ciò che i dialoghi con le persone hanno fatto emergere.

Osserviamo per dare il nostro punto di vista. Per farlo è necessario scendere nel territorio e calarsi nella realtà dei fatti, a passo lento dell’uomo che osserva e pensa.

Facciamo cose rielaborando insieme i dati raccolti per renderli disponibili a chiunque vorrà poi utilizzarli.